Ecco cronaca impietosa della quarta serata di Sanremo 2026, quella delle cover e dei duetti,
la serata si apre con Laura Pausini che fa il medley da carpet esterno come se fosse la regina del mondo, Immensamente, Io canto, Ritorno ad amare... brava Laura, ma dopo tre sere a fare la statua accanto a Conti sembrava quasi che cantasse per ricordarci che sa ancora farlo, commovente, ma non salvifico,
poi via con il solito carrozzone: Elettra Lamborghini che resuscita Aserejé con le Las Ketchup, sembrava il compleanno di una quindicenne nel 2002 andato male, Elettra che balla come se fosse in discoteca a Riccione alle 5 del mattino, noioso revival da discount.
Alessandro Siani ospite misterioso? mistero risolto, zero risate, sketch da avanspettacolo di terza categoria, tempi comici da pensionato che racconta barzellette al bar, un disastro annunciato.
Sal Da Vinci e qualcun altro si prendono applausi, ok, ma è il solito sentimentalismo napoletano che commuove le zie, Patty Pravo con Timofej che fa il figurante, lei icona, lui lì a fare il bello statuario, Levante e Gaia con I maschi, bacio finale (che la regia ha cercato di censurare tipo anni '80), carine, ma sembrava più un fan service per Twitter che una performance memorabile, Gianna Nannini è impossibile da eguagliare.
Dargen d'Amico con Pupo che rifà Su di noi? No comment, è come se tuo zio boomer provasse a fare trap, Dargen parli di Pace e poi ti porti uno degli artisti che sostiene Puntini, viva le contraddizioni, Tommaso Paradiso con gli Stadio, carino,Bell omaggio a Dalla ma dimenticabile in 30 secondi, Michele Bravi con Fiorella Mannoia, elegante, ma sa di sala d'aspetto dal dentista.
Tredici Pietro con papà Gianni Morandi (e Galeffi/Fudasca), reunion familiare, standing ovation obbligatoria, polemiche annesse, carino per chi ha il cuore tenero, ma Sanremo non è mica Beautiful.
E poi il resto? Un lungo, noiosissimo, prevedibile elenco di cover tirate via, medley telefonati, ospiti che arrivano per fare presenza, regie che tagliano i baci "scomodi", battute di Siani che fanno rimpiangere il silenzio, look da pagella insufficiente, e un'atmosfera da "facciamo presto che domani si finisce".
Ma ora le eccezioni che salvano l'anima di questa serata dal baratro,
Ditonellapiaga con Tony Pitony in "The Lady is a Tramp";vincitori meritati della serata cover, Tony Pitony icona assoluta, irriverente, strafottente, ha portato sul palco una energia da altro pianeta, Ditonellapiaga perfetta complice, una delle poche cose che ha avuto senso in mezzo al nulla cosmico, salvi, osannati, incoronati.
Poi Le Bambole di Pezza con Cristina D'Avena in Occhi di gatto, partono con la sigla dei cartoni e poi virano in un'accelerata punk-gotica con un accenno di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, Occhi di gatto che diventano occhi di gatto assassini, Cristina che torna regina dark anni '80 rivisitata in chiave metal, momento di pura genialata trash-gloriosa. Salvate anche loro, con lode.
J-Ax con la Ligera County Fam (Cochi, Paolo Rossi, Ale e Franz, Paolo Jannacci) in "la vita, la vita" un omaggio milanese anarchico, ironico, con testi aggiornati a "laureati tra la strada e Wikipedia", saluti a Renato, comicità old school che incontra il rap, caos perfetto, milanesità allo stato puro, ridicoli e geniali.
Per il resto? Demolizione totale, una serata che ha provato a essere divertente ma è finita per essere patetica, con troppi revival inutili, troppi parenti sul palco, troppe polemiche inutili, roba da dimenticare domani mattina.
Meno male che c'erano Tony Pitony a fare il fenomeno, le Bambole a trasformare Cristina D'Avena in dark lady rock e J-Ax con la sua banda di matti milanesi a ricordarci che la comicità e l'ironia esistono ancora.
A domani per il comento del gran finale della messa cantata di tutte le messe cantate in TV....

















