mercoledì 13 novembre 2024

"John" tratto da una storia dei Fratelli Haber

 


Da un buco oscuro emerge, un'ombra s'avanza, sguardo assente, è un eroe o un pazzo? Con un IBM 5100 sotto il braccio, sfida tempo e spazio.

Guerra civile, caos, un mondo in rovina, ha già visto il futuro, un'apocalisse vicina. Tornato indietro, per salvare il mondo, Ma il destino è crudele, un gioco perverso.

Segreti oscuri, cospirazioni globali, destini assurdi, in ogni epoca, un'impronta lascia, Un'ombra inquietante, che mai si placa.

Cacciatore di tempo, in un labirinto senza fine, sempre solitario a combattere contro il destino.                Il passato lo insegue, il futuro lo chiama, nel tempo la sua vita si perde e si consuma.

lunedì 11 novembre 2024

We're all living in Amerika


La terra promessa, cresciuto con l'immagine dell'America proiettata dai film, le auto scintillanti, le ragazze sorridenti, la vita facile. Varcare l'altro lato dell'Atlantico,  assaporare un hamburger gigante in un diner kitsch e di vivere l'esperienza americana in prima persona.

Ti imbarchi, metti piede nella terra promessa, un'esplosione di luci al neon, rumori assordanti e un'aria irrespirabile. Le strade sono affollate di persone frettolose, ognuna con lo sguardo fisso sullo smartphone. Ti senti piccolo e insignificante in quella giungla di cemento.

Cerchi un lavoro, ma trovi solo offerte part-time e mal pagate. Affitti una stanza in un appartamento fatiscente, condiviso con altri immigrati anche loro alla ricerca di un posto nell "American Dream". Le notti sono lunghe e solitarie, riempite dal rumore del traffico e dai pianti dei bambini.

Un giorno, mentre cammini per le strade, vedi un gruppo di persone che festeggiavano il 4 luglio, bandiere a stelle e strisce sventolavano al vento, barbecue fumanti e la gente che urla slogan patriottici. Ti senti estraneo, un osservatore di un mondo a cui non puoi accedere.

Ritrovandoti ai bordi della periferia, dove i sogno che danno forma al mondo si scontrano contro la realtà, insieme a chi come tè è partito con un bagaglio di speranze, disperso nella dura realtà...

Apri gli occhi e ti rendi conto che l' America sognata, idealizzata è sempre di più un Utopia, un costrutto mediatico. La realtà era ben diversa, disuguaglianze sociali, razzismo, violenza.                    Eppure è difficile riuscire a staccarsi da sogno, nonostante una realtà fatta da continui pugni in faccia.

Guardi in uno stato comatoso un dibattito politico in Tv, i candidati promettono miracoli e quell'utopia che lo ha portato fin quì. Spegni la televisione e non puoi fare altro che ridere, un riso amaro e liberatorio.  

Torni indietro, portando con tè un bagaglio di esperienze e un nuovo punto di vista. L'America ti ha cambiato, insegnandoti a vedere oltre le apparenze, a non credere ciecamente ai miti e alle leggende, perché come dicono i Negrita "Quì non è Hollywood"

venerdì 8 novembre 2024

Sotto la Stella Esplosiva

 



L'aria della metropolitana era un calderone di odori e suoni ovattati. Grian si stringeva nel suo cappotto, cercando di ignorare lo sciame di corpi che lo sfiorava. Un nodo si stringeva nel suo stomaco, un'angoscia che pulsava come un tamburo martellante. Le luci al neon tremolavano, proiettando ombre distorte sui muri.

La folla lo trascinava, un fiume in piena che lo portava verso un nulla indefinito. Ogni respiro era un'affannosa ricerca di ossigeno, un tentativo disperato di aggrapparsi alla realtà. I pensieri si affollavano nella sua mente, frammenti di ricordi e paure che si intrecciavano in un groviglio inestricabile.

Si sentiva come un astronauta smarrito nello spazio, alla deriva in un'immensa oscurità. Le stelle, invece di essere punti luminosi di speranza, erano diventate stelle esplosive, pronte a consumarlo con la loro furia.

Un grido soffocato gli sfuggì dalle labbra, un urlo muto che si dissolveva nell'eco della metropolitana. In quel momento, il mondo intero sembrava concentrarsi su di lui, amplificando ogni battito del suo cuore, ogni respiro affannoso.

Gli occhi si chiusero, e l'immagine della folla svanì, lasciando il posto a un paesaggio onirico. Campi di grano si estendevano all'infinito sotto un cielo plumbeo, e il vento gelido accarezzava il suo viso. Ma anche in questo luogo apparentemente pacifico, l'angoscia non lo abbandonava.

Il suo urlo squarcia la tranquillità di quell'apparente realtà, Grian si risvegliò in un letto d'ospedale, il corpo dolorante e la mente annebbiata, ricordava vagamente la caduta, il vuoto che si era aperto sotto di lui, sopravvissuto, nonostante la scomodità dei suo compagni di viaggio pronti ad atterrire  corpo e anima in qualsiasi momento, ma ancora vivo...

 


L'Irlanda suona, mentre noi continuiamo a scrollare....

  Ci sono momenti in cui sembra che un paese intero trovi una voce comune, non perché tutti suonino allo stesso modo, ma perché condividono ...