La terra promessa, cresciuto con l'immagine dell'America proiettata dai film, le auto scintillanti, le ragazze sorridenti, la vita facile. Varcare l'altro lato dell'Atlantico, assaporare un hamburger gigante in un diner kitsch e di vivere l'esperienza americana in prima persona.
Ti imbarchi, metti piede nella terra promessa, un'esplosione di luci al neon, rumori assordanti e un'aria irrespirabile. Le strade sono affollate di persone frettolose, ognuna con lo sguardo fisso sullo smartphone. Ti senti piccolo e insignificante in quella giungla di cemento.
Cerchi un lavoro, ma trovi solo offerte part-time e mal pagate. Affitti una stanza in un appartamento fatiscente, condiviso con altri immigrati anche loro alla ricerca di un posto nell "American Dream". Le notti sono lunghe e solitarie, riempite dal rumore del traffico e dai pianti dei bambini.
Un giorno, mentre cammini per le strade, vedi un gruppo di persone che festeggiavano il 4 luglio, bandiere a stelle e strisce sventolavano al vento, barbecue fumanti e la gente che urla slogan patriottici. Ti senti estraneo, un osservatore di un mondo a cui non puoi accedere.
Ritrovandoti ai bordi della periferia, dove i sogno che danno forma al mondo si scontrano contro la realtà, insieme a chi come tè è partito con un bagaglio di speranze, disperso nella dura realtà...
Apri gli occhi e ti rendi conto che l' America sognata, idealizzata è sempre di più un Utopia, un costrutto mediatico. La realtà era ben diversa, disuguaglianze sociali, razzismo, violenza. Eppure è difficile riuscire a staccarsi da sogno, nonostante una realtà fatta da continui pugni in faccia.
Guardi in uno stato comatoso un dibattito politico in Tv, i candidati promettono miracoli e quell'utopia che lo ha portato fin quì. Spegni la televisione e non puoi fare altro che ridere, un riso amaro e liberatorio.
Torni indietro, portando con tè un bagaglio di esperienze e un nuovo punto di vista. L'America ti ha cambiato, insegnandoti a vedere oltre le apparenze, a non credere ciecamente ai miti e alle leggende, perché come dicono i Negrita "Quì non è Hollywood"

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