Salve a tutti daMaria, vi scrivo con le occhiaie nere come l’anima mia dopo aver sopportato quasi 5 ore di questo obbrobrio che chiamano “Festival di Sanremo 2026”. Carlo Conti, Laura Pausini e quel povero Can Yaman costretto a fare il soprammobile sexy con la camicia aperta fino all’ombelico, benvenuti al circo degli orrori, dove la musica è morta e al suo posto c’è solo un gran paccottame di nostalgia, gaffe e gente che piange per un nonnulla.
Partiamo dall’inizio, che già lì ti rendi conto del disastro, apre con la voce registrata di Pippo Baudo. PIPPO BAUDO, il morto che cammina (anzi, che parla dal cloud), omaggio commovente? Macché, presa per il culo postuma, sembra che la Rai abbia detto, “Non abbiamo idee? Facciamo parlare il fantasma del nonno”. E poi parte Olly con “Balorda nostalgia”… ma quale nostalgia, caro, quella di quando Sanremo aveva un minimo di dignità?
Laura Pausini co-conduttrice fissa? oddio la donna che ha venduto 70 milioni di dischi e stasera sembrava una che ha appena scoperto cos’è un microfono, ha fatto la simpatica caotica, ha sparato gag imbarazzanti, ha sbagliato pure a respirare, e quel momento con Can Yaman? Sembrava la zia arrapata che prova a flirtare col nipote del vicino.
Can Yaman, invece… tesoro, sei bello, abbronzato, pettinato con lo stampo, ma dopo due frasi si capisce che l’italiano lo parli come io parlo il turco, a gesti e sorrisetti, il siparietto con Kabir Bedi era da antologia del cringe, due tigri della Malesia che si annusano il fondoschiena a vicenda per fare audience,ma per favore.
E poi gli ospiti. Tiziano Ferro che festeggia 25 anni di “Xdono” con un medley che sembrava un funerale di lusso, standing ovation? Sì, perché il pubblico era in overdose di nostalgia e si commuoveva pure per uno starnuto, Max Pezzali sulla nave Costa Toscana, ma che c’entra? Sembrava il cantante di accompagnamento per la terza età in crociera, il Gaia dal Suzuki Stage? Boh, ho spento l’audio dopo 12 secondi.
Ora i cantanti, che è la parte che dovrebbe salvare la baracca e invece… pietà. Tutti e 30 in una sera, come il rito del sacrificio umano, Ditonellapiaga apre con “Che Fastidio!” e infatti è stato un fastidio per le orecchie, Arisa con “Magica Favola” ha fatto la regina delle favole trash, ma la favola vera è che ancora la fanno cantare, Fulminacci “Stupida Sfortuna”? Più che sfortuna è un delitto contro la melodia, Serena Brancale “Qui con me” ha pianto come una fontana, ma dopo due minuti volevo piangere anch’io… di noia. Fedez & Masini “Male Necessario”? Il male necessario è spegnere la tv. Ermal Meta con i nomi delle bimbe palestinesi sui vestiti: bravissimo nulla da sindacare forse unica cosa che ho apprezzato veramente.
La top 5 della sala stampa (quella che dovrebbe avere gusto ma evidentemente ha bevuto): Arisa, Fulminacci, Brancale, Ditonellapiaga, Fedez&Masini, è la classifica di chi ha il PR più stronzo o di chi ha fatto più stories su Instagram?
E non dimentichiamo la perla assoluta, la centenaria Gianna Pratesi (105 anni, testimone del referendum) sul palco e sul ledwall compare “Repupplica”. RE PUPPLICA. La gaffe Rai dell’anno, roba da meme fino al 2030. Complimenti alla regia, avete surclassato pure la televendita delle pentole.
Insomma, Sanremo 2026 prima serata, un mix di boomerismo, politically correct forzato, look da Carnevale di Viareggio andato a male, canzoni dimenticabili e conduzione da film comico trash, Carlo Conti giura che è l’ultimo suo, e meno male, perché dopo stasera pure lui deve essersi chiesto “ma che cazzo sto facendo”.
Vi saluto con un unico consiglio, la prossima volta metteteci il silenziamento automatico alle 21:15 e guardate un film di zombie su Netflix. Almeno lì c’è più vita.
Mi trovate qua' domani Sempre con il lancia fiamme

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