giovedì 26 febbraio 2026
Maria Pia demolisce Sanremo – Seconda serata: un letamaio di finzione, ma due momenti che mi hanno quasi fatto lacrimare (quasi)
Eccomi di nuovo qui, sopravvissuta a un'altra dose di questa porcheria chiamata Festival di Sanremo 2026. Carlo Conti? Sempre lo stesso presentatore da discount, con quel ghigno da "ho appena venduto l'anima per un rinnovo". Laura Pausini fissa come co-conduttrice fissa? I Big? Quindici zombie che si sono trascinati sul palco come lumache ubriache. Patty Pravo con "Opera"? Sembra una mummia che ha dimenticato le pile nel cuore. Tommaso Paradiso? Sempre lo stesso lamento da ex di Instagram, noia pura, LDA & Aka7even con le loro "poesie clandestine"? Più clandestine delle mie ex cotte per i peggiori stronzi, Nayt, Fedez-Masini (che coppia da film trash, sembrano due che litigano al reparto surgelati), Ermal Meta con la stellina palestinese da "poeta impegnato" (ma poi torna a fare il televotato da talent), Elettra Lamborghini che balla come se avesse le formiche nel perizoma... tutti lì a fingere di essere artisti, ma la classifica provvisoria è un insulto al buon gusto, televoto boomer al potere, giurie radiofoniche addormentate, sala stampa che vota per non dormire.Lillo e Pilar Fogliati co-conduttori? Lillo con le sue "ballerine" da orso grizzly dopo tre birre, Pilar che fa l'ironia da fiction Mediaset scaduta... ridicoli. J-Ax con lo "starter pack Italia"? Starter pack del nulla, del vuoto pneumatico, Levante che scrive da sola? Ok, brava, ma il palco intorno sembrava un funerale di idee. Premio alla carriera a Fausto Leali? Meritato, almeno uno che ha le palle vere. Il ricordo di Ornella Vanoni con la nipote Camilla? Carino, commovente per i deboli di cuore, ma per me era solo un filler da lacrima facile con filtri vintage.
Le Nuove Proposte? Nicolò Filippucci e Angelica Bove in finale, gli altri eliminati... chi se ne frega, tanto domani li dimentichiamo tutti.
Insomma, il Festival intero è un bordello di paillettes false, sorrisi taroccati, gag da due soldi e classifiche pilotate, un'accozzaglia di egocentrismo e ipocrisia che mi fa venire voglia di vomitare paillettes.
Ma cazzo, c'erano DUE momenti che hanno salvato la serata dal totale disastro, due cose vere, emozionanti, che mi hanno fatto quasi – dico quasi – bagnare gli occhi di commozione invece che di rabbia....
Primo, il coro ANFFAS con Laura Pausini che ha cantato "Si può dare di più", quei ragazzi con disabilità intellettive sul palco, insieme a Laura che non ha fatto la diva ma si è messa in mezzo a loro, a cantare con il cuore, il pubblico in piedi, tutti a urlare insieme, non era finzione, non era televoto comprato, era talento puro, inclusione vera, emozione che spacca il petto, gli eroi erano loro, non i Big con i loro look da pagliacci.
Secondo,l'omaggio di Achille Lauro alle vittime di Crans-Montana, lui, il re del glitter e del provocatorio, che invece di fare lo showman ha preso "Perdutamente" – la canzone che la mamma di Achille Barosi ha cantato al funerale del figlio bruciato vivo in quell'incendio infernale insieme ad altri 39 ragazzi, l'ha portata sul palco con il soprano Valentina Gargano e un coro da brividi. Luci soffuse, candele, Achille in bianco, commosso, che dice: "La musica non è intrattenimento, è viscerale, se ha confortato anche solo una persona, era un dovere". Standing ovation che ha fatto tremare l'Ariston, per quei ragazzi morti a Capodanno, per le famiglie distrutte... finalmente Sanremo ha smesso di fare il pagliaccio e ha avuto le palle di essere umano.
Solo questi due momenti valgono la serata. Il resto? Da buttare nel cesso della storia, con le paillettes e le lacrime finte.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
L'Irlanda suona, mentre noi continuiamo a scrollare....
Ci sono momenti in cui sembra che un paese intero trovi una voce comune, non perché tutti suonino allo stesso modo, ma perché condividono ...
-
Inverno tra il 1990 e il 1991, la nebbia è così fitta che inghiotte i lampioni, i modem ululano come bestie ferite nelle cantine di Porta ...
-
La notte era umida come il sudore di un mosh pit a San Francisco, primavera del 2000. Nelle ombre digitali di un garage universitario, un ra...

Nessun commento:
Posta un commento