Dopo 9 anni dall'ultimo album di inediti, questo è probabilmente il lavoro più politicamente diretto e incazzato degli U2 degli ultimi anni 25 anni, American Obituary (su Renée Good e le deportazioni ICE), The Tears Of Things, Song Of The Future, One Life At A Time… sono canzoni di lutto, rabbia e resistenza che nominano cose precise, Minneapolis, Iran, Palestina, Ucraina, canzoni che se non l abbiamo capito, il mondo è cambiato, il vento è cambiato è non è quel vento che ti accarezza il viso, non è vaga "rock da stadio per la pace", è specifico e scomodo.
Ritorna un po' lo spirito di Sunday Bloody Sunday / Bullet the Blue Sky, ho detto lo spirito, non quelli di, specifico per non bestemmiare.
Difetti temi non semplici, intenzioni nobili, ma a tratti un po' troppo prolissi quando già è chiaro il concetto.
So che gli U2 di Boy, War, Joshua, Tree, Achtung Baby, Zooropa e Pop non torneranno mai più, perché è la vita tocca a tutti si sale si arriva su è poi inevitabilmente si scende, tocca a tutti, ma almeno sono tornati a impegnarsi cosa che non succedeva da 25 lunghi anni, mettendo da parte i flop delle ultime decadi (esclusi pochissimi brani che si contano sulle dita di una mano), unica stroncatura "Yours Eternally" con Ed Sheeran e Taras Topolia, belle parole ma sinfonia de cestinare.....
Voto 6 di Stima....

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