Ci sono film che si guardano per passare una serata e poi ci sono film che esistono per metterci a disagio, per costringerci a riflettere e a farci domande che preferiremmo evitare.
NAZA appartiene senza dubbio alla seconda categoria...
Non scrivo queste righe dopo aver visto il documentario, le scrivo anche dopo aver letto tutto quello che è stato detto su di esso, dopo aver osservato le reazioni che ha provocato e dopo aver cercato di capire perché stia facendo così tanto rumore.
La conclusione a cui sono arrivato è semplice, NAZA è probabilmente uno di quei documentari che tutti dovremmo vedere, indipendentemente dalle nostre idee politiche, il motivo non è stabilire chi abbia ragione o chi abbia torto, lo sappiamo tutti.
Viviamo in un'epoca in cui le guerre arrivano sui nostri smartphone sotto forma di numeri, statistiche, titoli di giornale e video di pochi secondi, a forza di vedere immagini di conflitti rischiamo di diventare immuni al dolore degli altri.
Documentari come NAZA servono proprio a spezzare questa anestesia collettiva, l'opera dei registi Yuval Abraham e Rachel Szor affronta il tema della guerra a Gaza attraverso testimonianze interne all'apparato militare israeliano, portando sullo schermo interrogativi che riguardano non soltanto quel conflitto, ma il modo stesso in cui l'umanità combatte le proprie guerre nel XXI secolo, la questione più inquietante non riguarda soltanto le bombe o i missili, riguarda la distanza, la distanza tra chi prende una decisione e chi ne subisce le conseguenze, la distanza tra un algoritmo e una vita umana, la distanza tra una statistica e una famiglia, ed è proprio questa distanza che il documentario sembra provare a ridurre, non so se NAZA sia un capolavoro cinematografico.
Non so nemmeno se condividerei ogni singola tesi proposta dagli autori, ma so una cosa, i documentari importanti non sono quelli che confermano ciò che pensiamo già, sono quelli che ci obbligano a fermarci e a ragionare, oggi siamo tutti bravissimi a scegliere soltanto le informazioni che rafforzano le nostre convinzioni, guardiamo canali, leggiamo giornali e seguiamo persone che ci danno ragione, un documentario come NAZA sembra andare nella direzione opposta, invita a guardare, ad ascoltare, aconfrontarsi con realtà scomode e questo, in un tempo dominato dagli slogan e dalla tifoseria ideologica, è già un valore enorme.
Forse non tutti usciranno dalla visione con le stesse conclusioni, forse qualcuno sarà d'accordo e qualcun altro no,
Ma il punto non è essere d'accordo, il punto è non smettere di essere umani davanti alla sofferenza degli altri, per questo motivo, al di là delle polemiche, delle appartenenze politiche e delle inevitabili controversie che lo accompagnano, NAZA sembra essere uno di quei documentari che meritano di essere visti.
Non perché ci dica cosa pensare, ma perché ci ricorda che pensare è ancora necessario.....

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