mercoledì 28 ottobre 2026

50 anni di Febbre da Cavallo: L Immortalità di Mandrake e dei suoi segni compari..




Febbre da Cavallo non va celebrato come un film simpatico che ci fa compagnia, va celebrato come una leggenda popolare, come una di quelle opere che, quasi per errore (da film drammatico si trasformò in un pilastro della commedia Italiana) superano il proprio tempo e diventano più grandi dei loro autori.

Un film ambientato negli ippodromi degli anni Settanta, tre scommettitori senza una lira, una Roma che non esiste più, un mondo spazzato via dal tempo e nonostante tutto, è ancora qui, più vivo di tanti film moderni.

Più citato di opere che hanno vinto premi, più amato di successi costruiti a tavolino, perché quello che  Steno ha realizzato nel 1976 non è soltanto una commedia.

È una mitologia italiana....

Una storia di cavalieri senza cavallo, di re senza regno, di eroi senza vittorie, Mandrake, Pomata e Felice non hanno mai salvato il mondo, hnno fatto qualcosa di molto più difficile, sono entrati nel cuore degli italiani, dimostrando che si è vincenti anche quando si è perdenti...

Oggi, sono scomparsi gli ippodromi pieni di appassionati, le cabine telefoniche, le ricevitorie fumose, i bar dove nascevano strategie destinate al fallimento dopo pochi minuti, eppure basta una scena, basta sentire la voce di Proietti, basta vedere lo sguardo stralunato di Montesano, basta una mandrakata e il tempo si ferma, non stiamo più guardando un vecchio film, stiamo tornando a casa.

Cinquant'anni dopo, Mandrake continua a correre, corre nella memoria di chi vide il film al cinema nel 1976, corre nelle repliche consumate in televisione, corre nelle battute tramandate da una generazione all'altra, corre in un'Italia che è cambiata mille volte senza riuscire a lasciare indietro questi personaggi, perché ci sono film che invecchiano, ci sono film che resistono e poi ci sono film che diventano leggenda e Febbre da Cavallo appartiene a quest'ultima categoria e mentre mezzo secolo passa al galoppo, Mandrake, Pomata, Felice e il genio di Steno restano lì, fermi sulla linea di partenza.

Eternamente pronti per un'altra corsa, eternamente convinti che il colpo grosso sia dietro l'angolo e forse è proprio questo il loro segreto, non hanno mai smesso di sognare e nemmeno noi, quando li guardiamo.


 

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