venerdì 25 settembre 2026

I Kraftklub.... Se volete vedere la Germania, guardate sotto il palco....

 



C'è una Germania che che ci propinano, quella dei palazzi di Berlino, delle fabbriche, delle automobili, dei dibattiti sull'Europa, dei risultati elettorali e delle percentuali dell'AfD.

E poi ce n'è un'altra, una Germania che il sabato sera si mette in fila davanti a un concerto, beve una birra, si infila sotto un palco e canta a squarciagola canzoni che parlano di ragazze, di amici, di provincia, di amore, di rabbia e di quella strana sensazione di non sapere bene dove stia andando la propria vita.

È la Germania dei Kraftklub, forse per capire qualcosa di questo Paese bisognerebbe partire proprio da lì, da Chemnitz, non da Berlino, non da Amburgo, non dalla Germania patinata che abbiamo imparato a riconoscere.

Chemnitz, città della Sassonia che per anni ha avuto addosso il peso della storia, della Germania Est, della trasformazione industriale, della disoccupazione, della rabbia e delle contraddizioni che hanno attraversato l'ex DDR, da qui che arrivano i Kraftklub, la cosa interessante è che, ascoltandoli, non sembra di entrare in un documentario sulla Germania.

Sembra di entrare in una festa, una festa rumorosa, sudata, piena di ragazzi, poi, se ascolti meglio, ti accorgi che sotto le chitarre e i cori c'è tutto, l'amore, quello complicato, quello che finisce male, quello che ti fa sembrare idiota davanti a una persona che ti piace.

Ci sono gli amici, la notte, le sigarette. le sbronze. la provincia, la voglia di scappare e contemporaneamente quella di restare, c'è anche la politica, ma non quella raccontata con il tono professorale di un editoriale televisivo, la politica che entra nella vita quotidiana, quella che trovi quando esci di casa, quando senti parlare qualcuno, quando scopri che nel tuo quartiere qualcuno ha paura dell'altro, quando una parola diventa improvvisamente un confine e allora succede una cosa curiosa.....

In un Paese nel quale l'AfD è diventata una presenza politica enorme, *decine di migliaia di ragazzi si ritrovano a cantare insieme una musica che racconta un'altra idea di Germania, non necessariamente migliore perché lo dice una canzone, ma diversa, più aperta, multiculturale, più ironica, più incasinata, una Germania che non ha bisogno di spiegarti continuamente quanto sia moderna perché, semplicemente, lo è.

Guardando quei ragazzi sotto il palco viene quasi da pensare che forse l'Europa non sia soltanto quella dei parlamenti, delle elezioni e dei sondaggi, forse l'Europa è anche questa, un ragazzo di Chemnitz che canta insieme a una ragazza di Berlino, uno di Lipsia che arriva al concerto con un amico,qualcuno che parla tedesco con un accento che non capisci.

Qualcuno che magari non ha mai letto un trattato europeo ma sa perfettamente che il ragazzo accanto a lui, con una storia diversa dalla sua, può essere suo amico e mentre loro cantano, per qualche ora, *la Germania smette di essere una percentuale*.

Non è più il 20, il 25 o il 30 per cento di qualcosa, non è un grafico, non è un titolo di giornale è una massa di ragazzi che salta e forse è proprio questo il volto della Germania che ci piace....

Fanculo l'AFD....

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