mercoledì 21 ottobre 2026

Scenario Inquietante....




 Facciamo finta che il film sia già stato scritto, Giorgia Meloni rivince, non stravince, perché dall'altra parte non c'è una proposta capace di accendere l'immaginazione del Paese, la destra resta al governo, ma la coalizione che l'ha portata fin lì è più fragile di quanto sembri, la Lega continua a perdere pezzi e identità, Forza Italia vive di rendita e, intanto, poco alla volta, cresce l'ombra di Vannacci.

Non serve che vinca subito, anzi, non vincerà subito.....

Gli basta aspettare.....

Aspettare che il secondo governo Meloni si consumi contro la realtà, un'economia che galleggia senza slancio, servizi pubblici che arretrano, potere d'acquisto eroso, costi dell'energia e dei carburanti sempre più pesanti, giovani che partono, salari inchiodati e un debito che continua a gravare sul paese come un macigno, il consenso si logora, gli alleati litigano, la macchina comincia a perdere colpi.

A quel punto arriva il secondo atto....

La destra non riesce più a governare e il Paese consegna le chiavi a un governo tecnico, sostenuto da una maggioranza trasversale con dentro tutto e il contrario di tutto, una coalizione enorme, tenuta insieme più dalla paura della destra che da una visione comune.

Quando un governo nasce così, spesso finisce peggio, passano mesi, forse un anno,dite di no? Mi sa che sono stato ottimista....

Cominciano i distinguo, i veti, i ricatti politici, i compromessi che non accontentano nessuno, il paese continua a peggiorare e quel grande mappazzone di forze incompatibili tra loro non funziona.

È lì che si apre la porta...

Non con i carri armati, non con i colpi di Stato, nel ventunesimo secolo le derive autoritarie raramente arrivano facendo rumore, arrivano in silenzio, A
attraverso la stanchezza, attraverso la rabbia, attraverso milioni di persone che, a un certo punto, iniziano a pensare che la democrazia sia soltanto una discussione infinita che non porta da nessuna parte.

Ed è in quel vuoto che personaggi come Vannacci possono trasformarsi da fenomeni politici a forza di maggioranza.

Prima come risposta al caos, poi come cura alla confusione ed nfine come uomo forte che promette ordine, disciplina e decisioni rapide a un paese esasperato da anni di governi incapaci di scegliere una direzione.

È questo lo scenario inquietante....

Non Vannacci oggi, ma Vannacci domani, non l'evento, ma la traiettoria, non la vittoria improvvisa, ma la lenta costruzione di un consenso alimentato dagli errori, dalle debolezze e dall'inconsistenza degli avversari.

Per evitarlo non basta indignarsi sui social o evocare continuamente il pericolo fascista, serve credibilità, serve etica, serve tornare a sporcarsi le mani nella realtà.

La sinistra dovrebbe smetterla di passare il tempo a sbranarsi per la leadership e a regolare conti interni, dovrebbe costruire un programma serio, tornare nelle strade, nei quartieri popolari, nei luoghi di lavoro, tra chi non arriva a fine mese, dovrebbe abbandonare circoli, correnti e alchimie di palazzo che interessano soltanto a chi le frequenta.

Dovrebbe osare di più...

Avere più coraggio....

Esprimere una leadership forte, riconoscibile, capace di parlare una lingua comprensibile anche fuori dalle proprie stanze, perché se non sarà capace di dare una risposta alla rabbia che attraversa il paese, prima o poi quella rabbia troverà qualcun altro disposto a cavalcarla.

E quando accadrà, sarà inutile domandarsi dove abbiamo sbagliato, le crepe erano già nei muri, i segnali erano già sotto gli occhi di tutti.

Bisognava soltanto avere il coraggio di tornare a dire, e soprattutto a fare, qualcosa di sinistra.....

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