In Spagna e in Francia migliaia di studenti scendono in piazza, contro il carovita, contro il costo delle case, degli studi, della vita stessa. Ma soprattutto contro l'idea che il loro futuro sia stato già deciso da altri.
Non stanno protestando soltanto per qualche euro in più o in meno, stanno contestando un modello di società che assomiglia sempre più a una versione aggiornata di 1984 di Orwell, controllo, precarietà, paura e rassegnazione travestita da normalità.
Hanno capito una cosa semplice, il verso del mondo sta andando in una direzione pericolosa e non c'è più tempo per procrastinare, per aspettare che qualcun altro si muova per primo.
E qui?
Qui in Italia restiamo immobili.
Gli unici che ogni tanto alzano la testa sono agricoltori e autotrasportatori, e spesso, invece di chiederci perché siano arrivati al punto di bloccare le strade, ci infastidiamo, ci lamentiamo della coda, del disagio, del ritardo.
Come se il problema fosse quello.
Come se bastasse un pieno che costa qualche centesimo in meno grazie alle guerre commerciali tra i distributori per convincerci che vada tutto bene.
Siamo diventati un paese profondamente diviso, dove il bene comune sembra interessare soltanto quando il problema arriva davanti alla porta di casa, finché tocca qualcun altro, va bene così, finché è il vicino a perdere diritti, opportunità o prospettive, giriamo la testa dall'altra parte.
Eppure il mondo sta cambiando....
Stiamo andando verso una direzione nella quale nessuno potrà davvero dormire sonni tranquilli, l'erosione dei diritti, l'impoverimento della classe media, la precarietà permanente e la concentrazione del potere non si fermano davanti ai confini nazionali.
Per questo chi oggi protesta nelle piazze europee non dovrebbe essere guardato con fastidio ma con attenzione, forse stanno lanciando un allarme che riguarda tutti noi.
Perché se quelle persone resteranno sole, se non riceveranno sostegno e solidarietà, il rischio è di accorgerci troppo tardi di ciò che stava accadendo.
E quando finalmente ci sveglieremo, potrebbe essere già passato il tempo delle proteste.
A quel punto resterà soltanto il rimpianto.....
E lamentarsi non sarà più consentito.....

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