Joey Jordison, piccolo demone con le mani che sembrano lame da macellaio, occhi che ti trapassano come proiettili, batteria come un mitra inceppato che spara a raffica, 220 bpm di pura furia, Paul Gray, basso appeso come un cappio al collo, tatuaggi che sembrano cicatrici raccontate a bassa voce, quel sorriso storto da psicopatico che ti vuole bene, insieme non erano una sezione ritmica, erano il cuore nero pulsante di Slipknot prima che qualcuno osasse dargli un nome, erano fratelli, di quelli che non chiedono permesso per entrarti nelle vene.
Il Capodanno del '92, Joey solo in casa, a fissare il soffitto come un cadavere, Paul che guida nella tormenta, quattro piedi di neve, strade invisibili, vento che urla come un demone, solo per non lasciarlo marcire da solo. "Non ti lascio passare l'anno nuovo come un coglione, stronzo." Arriva, spalanca la porta coperto di ghiaccio, e gli butta una birra in faccia, niente parole, solo un abbraccio che sa di neve e sudore, fratellanza vera, quella che non si compra con like o interviste.
Prove infinite in scantinati che puzzano di umido e rabbia, Joey scarabocchia riff su foglietti sporchi di sangue (suo, di Paul, di chi cazzo importa), Paul li inchioda con bassi così pesanti da far tremare le ossa del cranio, "Sic", "Spit It Out", "Eyeless" – quei pezzi non nascono in studio pulito, nascono da loro due che si guardano attraverso il sudore e le maschere, ridono come matti sapendo che stanno per scatenare l'apocalisse su un palco, durante Ozzfest '99, mentre il pubblico lancia batterie contro Mushroomhead, Joey e Paul si voltano, si fissano e scoppiano a ridere sotto le maschere, risate da pazzi, da chi sa di essere invincibile, Corey Taylor lo ricorda ancora "Erano inseparabili. Joey ti medicava il naso rotto con una lattina gelata dopo una rissa, Paul ti abbracciava dopo averti mandato a fanculo per ore. Amore metal: crudo, violento, letale.
Tour bus infernali, odore di sudore acido, sigarette spente sul pavimento, urla che rimbalzano come proiettili, Joey dietro le pelli, coperto di vernice rossa come un reduce da un massacro rituale. Paul al suo fianco, basso che rimbomba come un cuore impazzito, di guardavano durante "People = Shit" e sapevano. questo è nostro, 1uesto caos è nostro, questo dolore è nostro.
Poi il 24 maggio 2010, Paul crolla in una stanza d'albergo schifosa, overdose, il mondo si spacca in due, Joey, che lo chiamava "Balls" da sempre, scrive un tributo che ti strappa le budella:
"Hey Paul, È stato fottutamente bello passare del tempo con te ieri e oggi. Parlare dei vecchi tempi, sentirti rispondere con raffiche di vento fortissime, le più forti che abbia mai sentito. Tu dicevi sempre le cose come stavano. Eri lo stesso stronzo che nel '92 non mi ha lasciato passare Capodanno da solo, che ha guidato nella tormenta solo per stare con me. Non c'era nessuno come te. Per questo eri il mio migliore amico. Tutta la musica che abbiamo fatto insieme, tutti i momenti che abbiamo condiviso, vivranno per sempre. Mi manchi ogni cazzo di giorno. Va bene Balls, ci vediamo sul palco. Facciamo casino. Non ci sarà mai un altro #2. Ti amo."
Parole da un uomo con il cuore a pezzi, Joey non si è mai ripreso, continuava a massacrare le pelli, ma ogni blast beat aveva un battito mancante, a Sonisphere 2011 stringeva il boilersuit di Paul tra le mani, piangeva apertamente sul palco mentre i fan urlavano il suo nome, indicava il cielo, urlando per il fratello caduto, il dolore era palpabile, elettrico, come un cavo ad alta tensione.
Anni dopo, 26 luglio 2021, Joey se ne va nel sonno, cuore esausto, corpo distrutto da anni di guerra contro la myelitis, dipendenze, il peso di un lutto che non si chiude mai, due colonne abbattute due fondatori che hanno acceso il fuoco infernale di Slipknot senza mai risparmiarsi.
La band sopravvive, certo, ma il groove primordiale e sporco manca, come quell’amicizia che sanguina, di fiducia cieca, di blast beat che spaccano crani e bassi che ti strangolano le viscere, è sepolto con loro due. Clown lo dice ancora, con la voce rotta, "mi mancano”, Corey rimpiange di non aver detto a Joey tutto quello che doveva, ma in fondo lo sanno tutti, Joey e Paul sono ancora lì, ogni volta che il doppio pedale parte come un'arma automatica, ogni volta che il basso ti entra nelle budella, loro sono lì, a ridere sotto le maschere, a distruggere tutto.

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