Negli studi RAI, l’aria sa di caffè stantio e paura, le luci al neon tremano come se sapessero cosa sta per succedere, un uomo entra nel set, Tight nero, cravatta stretta, sguardo che taglia, si siede, sistema il microfono con la calma di chi ha già premuto il grilletto mille volte, fuori, Roma è un cimitero avvolto nella nebbia gelida.
Solo il rombo sordo di camion militari e qualche colpo isolato che echeggia tra i palazzi come un avvertimento, quell’uomo non è un politico qualunque, non è un conduttore, è Junio Valerio Borghese, il Comandante l’artefice del mutamento che, nella notte appena finita, ha strappato il velo alla democrazia italiana e l’ha gettata nel buio.
Parla dritto in camera, voce bassa, rauca, da uomo che ha visto troppi cadaveri: «Italiani, La Patria si è rialzata, La notte ha inghiottito i traditori, i rossi, i venduti. da oggi ricomincia l’Ordine, da oggi ricomincia l’Onore.» Lo schermo sfuma nel nero, niente sigla, solo silenzio e il peso di un Paese che si sveglia in catene.
Ma come siamo arrivati a questo abisso?
Junio Valerio Borghese nasce con sangue nobile nelle vene, famiglia che ha espresso un Papa, legami coi Bonaparte, sangue che chiama guerra, da giovanissimo sceglie l’uniforme invece del salotto, nella seconda guerra mondiale firma i pochi trionfi italiani che contano, incursioni da incubo, siluri che squarciano porti nemici.
Poi l’8 settembre, mentre l’Italia si spacca, lui resta fedele, giura alla Repubblica di Salò, Prende il comando della Xª MAS diventa leggenda per i suoi, incubo per i partigiani, torture nei sotterranei, esecuzioni nei fossi, villaggi bruciati con la benzina e il piombo, sangue che cola lento, odore di carne bruciata.
Fine della guerra, arrestato processo rapido ed ergastolo certo per i crimini della Xª. ma gli americani intervengono, deviano il processo, condanna lieve, pochi anni, poi libertà.
Perché? semplicissimo, hanno bisogno di lui dei suoi metodi, dei suoi uomini, dei suoi segreti, oltre l’Adriatico c’è la Cortina di Ferro, il Blocco Sovietico, L’Italia è la sentinella perfetta. E il PCI? Il più grande partito comunista d’Occidente in ascesa.
Se prende il potere con le urne, addio basi NATO, addio contenimento.addio Guerra Fredda vinta a metà, Borghese libero odia questa democrazia molle, corrotta, infetta dai rossi.
Per lui non c’è confronto, c’è solo Combatterli. Annientarli. Eliminarli, prova la via politica. diventa presidente onorario del MSI, ma la linea è troppo morbida, troppi compromessi con Almirante, incomprensioni, scontri, lascia.
Fonda il Fronte Nazionale, più estremo, più duro, più fascista, pronto alla lotta armata., niente negoziati, solo vittoria totale, al suo fianco c’è Remo Orlandini, aspetto da nonno tranquillo, occhiali spessi, modi docili ma sotto la pelle, un combattente che non si è mai arreso.
Orlandini sogna il ritorno del Fascismo come un sacro fuoco, e lui che sussurra al Comandante l’unica soluzione possibile "Cancelliamo venticinque anni di democrazia con un colpo solo, annientiamo gli oppositori rendiamoli inoffensivi per sempre"
COLPO DI STATO.
Borghese non perde tempo, disegna il piano ,preciso, spietato, niente errori, coinvolge pezzi dello Stato nell’ombra, militari fedeli, servizi deviati, civili pronti a tutto.
Primo contatto: Stefano Delle Chiaie a capo di Avanguardia Nazionale, non un partito. ma un esercito clandestino, squadre d’azione, bombe, pestaggi, fuoco nelle strade. Gruppo che agisce nell’ombra della lotta politica, implicato in stragi che segneranno la storia della nostra repubblica.
Borghese lo incontra, gli espone il piano chiede supporto totale, uomini affidabili. Infallibili, Delle Chiaie ascolta, non esita risponde con una parola sola, secca come una sentenza "Presente, Comandante!"
L’alba dell’8 dicembre 1970 è ancora lontana, ma i camion già si muovono nel buio. le armi sono cariche,i nomi sulle liste nere sono spuntati.
In questa Italia distorta… il contrordine è un opzione non calcolata....

Nessun commento:
Posta un commento