Era il 1947, New York puzzava di asfalto caldo e sogni rotti, Jack Kerouac un ragazzo di 25 anni con la faccia da poeta e il corpo da ex giocatore di football incontra in un bar Neal Cassady, Neal è un tornado, parla a raffica, ruba auto per noia, dorme con chiunque, ride di tutto, Jack capisce subito questo è l’amico che cercava.
Da lì parte la leggenda, insieme a loro c’è Allen Ginsberg di Newark timido ma con dentro un vulcano.
E William Burroughs, il tipo più strano,magrissimo, occhiali tondi, voce bassa, ex tossico, ex marinaio, ex tutto.
Si vedono nei loft di Manhattan, fumano erba, ascoltano bop fino alle 5 del mattino, leggono poesie ad alta voce.
Jack vuole scrivere come suona il jazz veloce, senza pause, senza correggere.
Nel 1951 compra un rotolo di carta da telegrafo lungo 36 metri, lo infila nella macchina da scrivere e parte.
Tre settimane di vita on the road, dove accade di tutto,con quel rotolo che finisce lungo la strada.
Non lo pubblica subito, gli editori dicono “troppo pazzo, troppo sporco” ma quando esce nel 1957 esplode.
La gente legge di viaggi in autostop da costa a costa, di ragazze incontrate per caso, di peyote nel deserto, di notti a parlare di Dio con sconosciuti.
E pensa: “Cazzo, anch’io voglio vivere così”.
Nel 1955 Allen Ginsberg sale su un piccolo palco alla Six Gallery di San Francisco, ha i capelli arruffati, la camicia fuori dai pantaloni, inizia a leggere Urlo.
La sala è piena di poeti, hipster, curiosin, lui urla:
«Ho visto le migliori menti della mia generazione distrutte dalla follia, affamate nude isteriche trascinarsi all’alba per le strade negre in cerca di rabbia…»
La gente resta gelata, poi scatta l’applauso, qualcuno piange, quel poema diventa il grido di una generazione che non ne poteva più di essere “normale”.
Burroughs intanto scrive da Tangeri, da Parigi, da posti dove la legge non arriva.
Il suo Pasto nudo è un delirio parla di droga, di controllo mentale, di organi che si ribellano, di un mondo malato.
Lo pubblica nel 1959 e finisce subito bandito in mezza America.
Questi ragazzi non erano perfetti, si facevano male a vicenda, si perdevano, litigavano, morivano giovani (Kerouac a 47 anni, alcol e solitudine), ma hanno lasciato una scia,erano i primi a scrivere ed esporsi senza filtri, i primi a dire "Lascia tutto e parti" o "non sei tenuto a trattenerti se sei oppresso" tutti concetti poi sfociati in quel famoso 1968, ma questa è un altra storia.
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