venerdì 15 maggio 2026

Recensioni a scoppio ritardato: Flea Honora


Nel vicolo buio di Los Angeles, dove il funk sudato dei Red Hot si mischia al veleno notturno del jazz, arriva Flea con un coltello tra i denti e una tromba in mano, Honora non è un disco, è un’esecuzione, un’imboscata sonora da 51 minuti che ti prende per il bavero, ti sbatte contro il muro e ti sussurra all’orecchio “Hai mai sentito il basso del diavolo che impara a volare?”
Flea ha mollato per un attimo il suo basso infernale, quello che ha tenuto in piedi i Chili Peppers per decenni come un’ancora incazzata e ha preso in mano la tromba, il suo primo amore da ragazzino, e non fa il turista, ci spacca dentro, suoni caldi, taglienti, sporchi, eleganti, ferocia, Jazz vero, di quello che ti fa male al petto, con Joshua Johnson alla produzione che sa esattamente dove mettere le lame.
C’è Thom Yorke che fluttua come un fantasma su Traffic Lights, Nick Cave che sembra aver appena seppellito qualcuno su una versione di Wichita Lineman da brividi, Frank Ocean rivisitato con rispetto carnale, e quel maledetto Maggot Brain di Eddie Hazel che Flea fa suo senza pietà. 
Le composizioni originali? Oro nero, groovy, libere, piene di fiato e di rischio, niente orpelli da rockstar in pensione, qui c’è sangue, umiltà da duro e un’audacia da bastardo che sa di non dover dimostrare niente… ma lo fa lo stesso.
Senza mezzi termini Honora è un capolavoro, un disco che puzza di sigarette, sudore di prove in studio all’alba e genio incontenibile, Flea non suona la tromba, la minaccia, la fa ringhiare, la fa piangere, la fa ballare come una puttana di classe in un bar di Los Angeles alle quattro del mattino.
E sì, sono di parte, quindi?
Per me Flea è il più grande bassista della storia del rock, punto, ma con questo disco, dimostra di essere anche un grande jazzista, uno vero, di quelli che non chiedono permesso,  questo disco non è un vezzo del bassista famoso, è l’urlo di un musicista che si è sempre portato dentro questo fuoco.
Scontato dirvelo, ma ascoltatelo ne vale la pena.
Flea Chapeau

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