Immagina un tizio, Mauro Magazzino, trentenne con due lauree appese al muro come trofei di guerra persi, due pezzi di carta che valgono meno di un pacchetto di sigarette in un paesino del Sud Italia dove il massimo dell'ambizione è non farsi mangiare vivo dalle zanzare e dalle chiacchiere delle comari.
Mauro è incazzato nero, la fidanzata lo molla, il dottorato gli scappa come una puttana di lusso, i genitori lo guardano come se fosse un extraterrestre che si è dimenticato di tornare sul pianeta "lavoro vero" e lui? invece di spaccare tutto come un uomo normale, inizia a implodere dentro la sua stessa testa, l'intelligenza gli si rivolta contro come un serpente che si morde la coda, diventa un casino ambulante di ossessioni, monologhi mentali, gesti sempre più fuori controllo, è tipo un Forrest Gump siciliano sotto acido, ma senza la fortuna del cretino, qui la sfiga è chirurgica, precisa, crudele.
Il film ha pregi e difetti, regia a volte sembra fatta con il cellulare da un cugino al battesimo, il ritmo balla, un attimo ti fa ridere di pancia, quello dopo ti chiedi se non sia finita la pellicola, non è raffinato, grezzo, provinciale, un po' casereccio ed è questo il suo pregio.
Perché quando Mauro esplode, quando la follia prende il sopravvento e lui inizia a combattere la sua guerra personale contro un mondo che non gli dà spazio, il film diventa vivo, Carlo Ferreri (il protagonista) ci mette un'energia da animale in gabbia che ti resta addosso, è comico, è tragico, è patetico e allo stesso tempo eroico la fotografia degna del miglior Duccio Patanè.
Mauro c'ha da fare non ti racconta balle, non ti vende il sogno americano con i mandorli in fiore, ti sbatte in faccia la realtà di chi è troppo sveglio per un posto troppo stupido, e troppo incasinato per uscirne pulito, una commedia nera che sa di polvere, sudore e caffè amaro.
Non è un capolavoro, ha le pezze al culo e le battute che a volte sparano a salve, però s'è da promuovere, perché ha le palle di raccontare una sconfitta generazionale senza pietà e senza retorica, facendoti ridere mentre ti si stringe lo stomaco, un film zoppo, sudato, fuori di testa... ma onesto.

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