Uno impugna una chitarra a doppio manico che sembra costruita da un pazzo che odiava i semitoni, l’altro picchia sulla batteria come se volesse sfondare il pavimento dell’inferno.
E poi parte il suono, non è rock, è un pugno allo stomaco in 13/8, math rock che ti fa ballare e allo stesso tempo ti fa dubitare della tua sanità mentale, scale microtonali che ti entrano nel cranio come un coltello caldo, loop ossessivi che ti ipnotizzano, groove che ti fanno sudare freddo mentre il cuore accelera.
Benvenuto nel mondo di Angine de Poitrine, il fenomeno del momento, un nome che in francese significa esattamente “angina pectoris”, quella stretta al petto che ti avverte che stai per crepare, ti stringono, ti schiacciano, ti fanno pompare il sangue a ritmi impossibili… e tu ne chiedi ancora.
Formati intorno al 2019, Khn de Poitrine alla chitarra microtonale, ai loop e ai bassi distorti. Klek de Poitrine alla batteria, un rullo di tamburi che sembra uscito da un rituale voodoo futurista.
Nessuno sa i loro veri nomi, nessuno ha mai visto le loro facce vere, solo quelle maschere giganti di papier-mâché che li fanno sembrare creature uscite da un incubo dadaista e proprio per questo la gente impazzisce.
Un live su KEXP registrato a Rennes durante i Trans Musicales 2025 ha fatto il giro del mondo, milioni di visualizzazioni, Sold out in Europa e in Canada, l’album Vol. II appena uscito sta facendo tremare le classifiche underground e non solo, a gente parla di loro come dei nuovi Daft Punk… ma se i Daft Punk avesse sniffato math rock, King Gizzard, Primus e un po’ di Gentle Giant turco.
È rock sperimentale, ipnotico, asimmetrico, dissonante e stranamente danzabile ti fa muovere il corpo mentre il cervello cerca di capire che diavolo sta succedendo.
Le maschere sono il biglietto da visita, ma il suono è la lama vera, ti fa sudare, ti fa sentire vivo.
In un’epoca di playlist algoritmiche e canzoni tutte uguali, arriva questo duo mascherato dal freddo del Québec e ti spacca lo stereo con quarti di tono, ritmi dispari e un’energia che sembra venire da un altro pianeta. E tu? Tu non puoi fare a meno di premere play un’altra volta.
I concerti si esauriscono in ore, sui social nascono gruppi di fan che cercano di decifrare chi si nasconde dietro quelle facce di cartapesta,qualcuno dice che sono alieni, qualcuno dice che sono geni, probabilmente hanno ragione entrambi, durerà o la vitalità che va alla velocità della luce li ingurgiterò nel suo dimenticatoio.....

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