lunedì 9 marzo 2026

Unconditional Surrender....

Miami sa di cloro stantio e birra versata, 8 marzo 2026, nono giorno, la Camaro scassata rantola sulla 95, stereo che biascica American Idiot a volume basso, come se sapesse che non serve a un cazzo.

Rico non è nessuno, ex marine scaricato per un rapporto scritto male, cicatrice che pulsa quando è nervoso, mani che tremano sulla birra, conosce bene Dover, dove sono arrivate le sei alme dei soldati caduti in Iran, sei vittime, per ora, sa che i nomi finiscono su un comunicato, non su una lapide vera.

Radio accesa per abitudine malata, dopo i Green Day per paradosso, un predicatore che prega per la vittoria, uno spot in stile Truth con Trump che ghigna e poi sempre lui al notiziario, "Colpiremo fino alla resa incondizionta."

Rico spegne, "Don't wanna be an American idiot" mormora, ma è solo un suono vuoto.

Entra al Trump National Doral perché non ha altro posto, summit in corso , lacchè che brindano, influencer che postano, schermi che ripetono “UNCONDITIONAL SURRENDER! MAGA!” come un mantra rotto, dentro puzza di birra light e sudore compiaciuto, al bar un patriota col cappello rosso che biascica “la resa è vicina”, ragazza che scrolla il telefono senza alzare gli occhi.

Rico vede il QR code del TouchTunes sul bancone, scarica l'app con dita goffe, paga due dollari con una carta prepagata quasi scarica, seleziona la canzone, American Idiot parte piano, poi sale ,non spacca nulla, solo irrita.

Il patriota si gira verso di lui "Spegni quella merda traditrice. Il presidente vince. Sei eroi a Dover..."

Rico lo fissa. Voce bassa, stanca, "io ho visto quelle bare. Sei famiglie che non dormono più. Lui posa per le foto, quale vittoria...." Il tizio estrae una pistola placcata oro, mano tremante.

"Chiudi bocca Woke del cazzo e vai a farti fottere dai tuoi amici froci del cazzo"

Rico ha paura, spinge il braccio di lato in maniera goffa, disperata, la pistola cade, spara un colpo nel soffitto. i vetri piovono.

Ma il patriota non molla, si rialza barcollando, afferra la pistola da terra, Rico gli salta addosso, lotta goffa, pugni che non centrano, un altro sparo....

Il proiettile entra nel petto di Rico da vicino, caldo, bagnato, cade all'indietro, urta il bancone, scivola a terra tra vetri e birra rovesciata.

Sangue si allarga sul pavimento lucido, il patriota respira affannato, pistola ancora in mano, guarda il corpo come se non capisse cosa ha fatto.

Panico, gente che corre urlando, sedie che cadono, la ragazza molla il telefono e scappa via piangendo, guardie che arrivano sparando in aria per disperdere.

Rico fissa il soffitto, Il riff di American Idiot continua a gracchiare dall'impianto, distorto, lontano, pensa che ha pagato due dollari per una canzone, ha fatto incazzare un idiota, e ora è steso qui con un buco nel petto.

Non c'è eroismo, non c'è ultimo sguardo significativo, solo sangue che si raffredda e il suono di sirene che si avvicinano.

Il patriota viene trascinato via dalle guardie, qualcuno posta un video “Patriota difende il summit da un terrorista Woke” rigirata la frittata, nessuna morte eroica, i like del mondo Maga arrivano a migliaia.

Teheran brucia ancora, Trump twitta vittoria, con altre bare arriveranno.

Rico smette di respirare, il bar riprende fiato, la guerra continua......


 


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