domenica 1 marzo 2026

Sanremo by Maria Pia: Quinta serata: il festival muore come ha vissuto, stavolta con il mandolino e la lacrima facile

  

Ultima serata del festival, l’Ariston ha chiuso i battenti per quest’anno, Carlo Conti in versione “nonno che ha vinto al Superenalotto”, Laura Pausini che cantava come se dovesse pagare l’affitto, più Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica a fare da contorno, roba da non credere.
30 Big che si sono ripresentati tutti, uno dopo l’altro, come i testimoni a un processo per truffa, classifica dal 30° al 6° (con fischi da stadio per la povera Serena Brancale esclusa dalla top 5), poi i cinque finalisti che hanno cantato di nuovo e via con il solito mix mortale, sala stampa 33%, radio 33%, televoto 34%.
E chi vince? Sal Da Vinci con Per sempre sì, la voce da sceneggiata, la canzone che sembra scritta per il matrimonio di tua cugina al ristorante sul mare, ventidue e rotti per cento, il popolo ha parlato, e il popolo stavolta voleva il classico, il rassicurante, il “torna a casa che ti faccio il ragù” , complimenti, Italia: hai scelto il nonno che canta l’amore eterno mentre tutti gli altri facevano cercavano invano di  moderni.
Secondo Sayf con "Tu mi piaci tanto"
Terzo Ditonellapiaga con "Che fastidio! (che fastidio davvero),
Quarto" , Arisa con "Magica favola" ,
Quinto, Fedez & Marco Masini con "Male necessario" (e infatti è stato un male necessario vederli lì).
Fuori dalla cinquina la Brancale (fischi da far tremare il teatro), Fulminacci che si è preso solo il premio della critica (povero), e tutti gli altri a fare da tappezzeria.
Le esibizioni? Una noia mortale con l’eccezione di Andrea Bocelli arrivato a cavallo come Ben Hur (sì, a cavallo, dentro l’Ariston, roba da circo), Laura Pausini che ha sparato il medley di sempre, Conti che a un certo punto ha chiamato sul palco Stefano De Martino e gli ha passato le chiavi: «L’anno prossimo tocca a te, bello» applausi, lacrime, abbracci. Il testimone passa, la merda resta.
Insomma, 76ª edizione chiusa con il trionfo del “si è sempre fatto così”, del neomelodico riverniciato, del “tanto Sanremo è Sanremo”,  una roba che fa rimpiangere persino le edizioni con le luci stroboscopiche.
E ora la notizia che stavate aspettando (o forse no, perché siete già in coma)
questa è l’ultimo capitolo della mia occupazione settimanale del blog.
Grazie a chi ha letto, a chi ha imprecato, a chi ha condiviso i miei insulti, ci rivediamo l’anno prossimo....non so chissà,
ma ricordate, amici miei… come Boris insegna, alla merda non c’è mai fine è come la mafia non se ne esce se non da morti Cit....
Che lo spirito di René Ferretti sia con Voi!!

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