Milano, 27 Giugno 1980, una città che sembrava vivere con i nervi scoperti, rapine lampo, motorette, bar fumosi dove si parlava troppo e si capiva poco, quella sera però c’era un’energia diversa, quasi elettrica, Bob Marley a San Siro, una cosa che non capitava tutti i giorni, e che nessuno voleva perdersi,in mezzo alla folla, tre figure che sembravano uscite da un romanzo criminale, Rino, sorriso da truffatore e giubbotto di pelle che aveva visto più risse che lavatrici, Spillo, magro come un ago e nervoso come un gatto in tangenziale e po Gino detto "Il Professore" che professore non era, ma tutti lo chiamavano così perché parlava difficile e si cacciava nei guai con eleganza, tre amici tre problemi.
I biglietti li aveva procurati Rino, non erano falsi, erano falsissimi, stampati in una tipografia di Lambrate che di giorno faceva biglietti da visita e di notte “lavori speciali”.“Ragazzi, fidatevi. Sono perfetti” Spillo li guardò come si guarda un cadavere sospetto, il Professore li sfiorò con le dita e sentenziò “La perfezione è un concetto sopravvalutato"
Arrivarono agli ingressi, la folla spingeva come un’onda, gli addetti erano più impegnati a non farsi travolgere che a controllare qualcosa, passarono, non per merito dei biglietti, ma per merito del caos che botta di culo.
Quando Marley attaccò No Woman, No Cry, successe la solita cosa, il Professore sparì.“Dove cazzo è finito?” disse Spillo, “Sta facendo il mistico è sobrio" rispose convinto Rino “Appunto”annui' Spillo, invece lo ritrovarono venti minuti dopo, in curva, circondato da ultras del Milan, stava spiegando con voce calma e suicida che il contropiede era “un atto poetico di ribellione” gli ultras lo guardavano come si guarda un alieno.
Rino e Spillo lo trascinarono via prima che qualcuno decidesse di fargli cambiare idea con una testata, a metà concerto, Marley attaccò Jammin’, lo stadio ondeggiava come un mare caldo e pericoloso, Rino si emozionò, Spillo pure, ma solo perché qualcuno gli aveva piantato un gomito nelle costole, il Professore, invece, ebbe una rivelazione, “La vita è semplice, siamo noi che la incasiniamo” cinque secondi dopo inciampò in una bottiglia e cadde addosso a un gruppo di motociclisti bergamaschi, la vita tornò immediatamente complicata, uno dei motociclisti lo sollevò per il bavero, “Adesso te la spiego io la vita semplice” Rino intervenne con un sorriso da venditore di fumo
“Ragazzi, calma. Siamo qui per Marley, mica per finire al pronto soccorso” Miracolosamente, funzionò, forse perché Marley stava attaccando Exodus e nessuno voleva rovinarsi il momento, il concerto finì in un boato, la folla uscì come un fiume in piena, i tre camminavano come reduci di una guerra che non avevano capito, ma che avrebbero sicuramente raccontato esagerando al bar, Rino giurò di aver toccato Marley, Spillo giurò che Marley gli aveva sorriso,il Professore giurò che Marley gli aveva parlato, in giamaicano.
La verità è che Senza rendersene conto, sono stati testimoni di uno di un momento storico, il primo concerto dal vivo nella storia di San Siro... e che concerto...

Nessun commento:
Posta un commento