Elvis Presley non è morto, no, amico mio, Elvis si è stufato a 42 anni, mentre il mondo lo piangeva tra lacrime e lustrini, lui prendeva un volo anonimo per Buenos Aires con una valigia, un paio di occhiali da sole e la ferma intenzione di non finire come sarebbe finita tigre Bamba di Boris, stanco, ansimante, e costretto a ruggire per contratto.
Oggi Elvis ha 91 anni e vive alla Boca, in una casetta colorata che odora di mate e nostalgia, Lo chiamano Don Juan, ignorando chi sia veramente, passa le giornate a giocare a carte con vecchi marinai e a raccontare la sua falsa vita da migrante negli Stati Uniti.
Ogni tanto, quando il vento giusto soffia dal porto, qualcuno giura di sentirlo canticchiare Suspicious Minds mentre accarezza un gatto randagio, ma nessuno osa disturbarlo.
Il Re, dopotutto, merita pace.
Poi c’è Michael, si Michael Jackson, l’uomo che ha trasformato la gravità in un’opinione personale.
La sua morte? Una messa in scena, un disappearing act degno di Houdini, ma con più glitter, secondo il Gomblotto Musicale Internazionale, Michael non solo è vivo, ma era presente al suo stesso funerale, vestito da vecchia signora, pare, una performance così convincente che qualcuno propose di darle un Grammy alla carriera, gli indizi? tanti troppi, punti di non ritorno, dal misterioso “uomo con il cappello” ripreso dietro le quinte, la firma mai identica sui documenti ufficiali,
la voce di un certo “Dave” che in canta Billie Jean troppo bene per essere un caso. La verità? Michael voleva solo sparire e forse ci è riuscito meglio di chiunque altro.
E poi arriviamo alla bomba finale.
La rivelazione che fa tremare i fan dei Gorillaz più di un concerto cancellato all’ultimo minuto, Noodle, la chitarrista silenziosa, letale, elegante come una lama giapponese, la ragazzina arrivata nella band dentro una scatola, come un regalo di compleanno sbagliato.
La guerriera che ha salvato il gruppo più volte di quante Murdoc abbia ammesso di essere sobrio,
ebbene, Noodle sarebbe la figlia di Murdoc Niccals.
La storia, narrata nei bar più fumosi del web, dice che Murdoc l’abbia riconosciuta solo in privato, mai in pubblico.
Che tra i due ci sia sempre stato un rapporto teso, fatto di silenzi, occhiate storte e chitarre accordate con troppa rabbia.
Che crescendo, Noodle abbia capito tutto e che Murdoc, fedele alla sua natura, abbia fatto finta di niente.
Un dramma familiare in salsa cartoon, condito da bassi distorti e whisky di dubbia provenienza, con Damon Albarn e Jamie Hewlett ammiccano il silenzio come se volessero dirti, ma poi alla fine ti depistano...
Ma alla fine la verità, purtroppo è sempre la stessa, tutto si scioglie come neve al sole e nonostante testardaggine di Dino Tinelli, che non si arrende all evidenza delle prove scientifiche, aimé lo sappiamo che Elvis non gioca a carte alla Boca, che Michael non si è travestito da nonnina e
Noodle non è la figlia di Murdoc, anche se sarebbe un’idea fantastica per un concept album.
La realtà, ahimè, è noiosa.
Non ci sono prove, non ci sono indizi, non ci sono rivelazioni segrete.
Solo storie, fantasie, e la voglia disperata che il mondo sia un po’ più strano, un po’ più magico con il colpo di scena inaspettato.
E forse, in fondo, va bene così.

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